CONQUISTA TE STESSO

domenica 14 marzo 2010

[AUTOCONTROLLO] La tecnica della suggestione

Sai qual'è il potere piu' grande che si ha per influenzare sè stessi e gli altri?



Si può veramente far credere qualunque cosa alla gente?

La suggestione è l’accettazione acritica di un’idea o della volontà altrui, accompagnata semmai da una perdita di lucidità.

In genere qualcuno dice di aver visto quel che si aspettava di vedere.
Spesso molte idee vengono accettate e molte azioni vengono compiute perché proposte da persone autorevoli piuttosto che per autonome necessità.
Il potere della suggestione porta ad aderire all’opinione della maggioranza.

Oggi esiste una branca della psicologia, spesso chiamata SCIENZA DELLA PERSUASIONE, che ha evidenziato quali sono le leve da muovere per ottenere il consenso nella vendita di un prodotto o nel proporre un uomo politico.

Scelto un adeguato punto di vista si può arrivare a negare anche l’evidenza.
L’atteggiamento da esperto e anche l’abbigliamento conta,

Il fatto è che tutti siamo più o meno dei persuasori. In genere nella vita quotidiana c’è uno scambio di ‘favori’, ma talvolta c’è una vera e propria strategia per ottenere più di quanto dato.
Abbiamo quindi imparato da una parte a essere suadenti e convincenti e da un’altra parte a essere diffidenti.

E' più a rischio la persona non abituata a pensare e che sopravaluta le proprie capacità.

I bambini danno fondo a tutto il repertorio di pianti e bizze per convincere/persuadere le persone che li amano. Questa è una forma di innocente violenza per capire fin dove possono arrivare a chiedere e a domare gli adulti di riferimento.
Non porre limiti chiari ai bambini è una delle cause della formazione di adulti violenti. In genere i bambini si accorgono che la violenza non paga e allora passano alla persuasione/suggestione e cercano di convincere in modo più o meno insistente (l'insistenza può diventare una forma di velata violenza).

Nella società di massa fondamentalmente la persuasione fa leva sulla naturale tendenza alla pigrizia dell’uomo.

La fame e la sete erano più che sufficienti a far muovere e a far pensare la gente con la conseguenza che il loro corpo si manteneva vigoroso e snello e la mente lucida e pronta a risolvere le difficoltà. Oggi nella società opulenta la pigrizia, la sovrabbondanza di cibo, l’uso di auto e ascensori anche per fare pochi metri, favorisce l’atrofia muscolare e cerebrale. Infatti la pigrizia non è solo fisica, è soprattutto mentale. Pensare costa fatica.
Le scelte si basano su pulsioni emotive e allora le idee accettate saranno quelle del gruppo in cui si vive (indipendentemente dal loro valore etico) e al di fuori del gruppo verrà dato consenso alle persone carismatiche. Terreno fertile è quindi nella pigrizia mentale, ovvero nelle persone che cercano verità semplici e immediate.

Esperimenti mostrano come la spinta suggestiva di un’autorità possa inibire o annullare lo spirito critico di persone normali inducendole ad azioni sadiche e criminali.

L'obbedienza ad una autorità superiore e la suggestione esercitata da una persona di grande carisma sono quelle situazioni in cui un uomo non agisce col proprio cervello ma col cervello di un altro.
Dato che la suggestione determina consenso e obbedienza, credo non sia sbagliato affermare che questo è l'aspetto più pericoloso e delicato dell'uomo sociale. Da una parte l'obbedienza è una virtù in una società così strutturata e suddivisa in ruoli come è la nostra, ma da un'altra parte l'obbedienza può essere una maledizione e grazie ad essa si effettuano i peggiori crimini.

L’obbedienza acritica ad un leader spesso è dovuta anche a una sorta di ‘lavaggio di cervello’ che i seguaci subiscono.

Non basta la suggestione affinché il seguace di una setta agisca in modo irragionevole e contro i suoi interessi. La suggestione serve per il consenso iniziale, poi comincia in modo subdolo un lavoro psicologico volto a reimpostare la struttura dei valori del malcapitato e a confonderne le idee.

Accettare l’incredibile come verità è un primo passo verso l’annullamento della capacità critica.

Perché credere l'incredibile? Perché accettare i gesti rituali? Perché credere nel potere magico di oggetti o azioni?
In pratica si riesce ad annullare la capacità critica sfruttando la naturale tendenza umana a credere veri anche racconti fantastici, arbitrari e indimostrabili sperimentalmente (o logicamente) perché la verità è meno importante del consenso col proprio gruppo di riferimento.

L’isolamento, la depressione e anche il vuoto lasciato dalla perdita dei valori tradizionali, possono indurre a credere nelle soluzioni facili ed immediate che una setta propone

Talvolta gli adolescenti e i giovani che non hanno accettato i valori sociali e religiosi dei genitori sono le persone più a rischio. Infatti non è semplice per loro saper creare un nuovo sistema di valori semmai cercando in modo critico fra i modelli alternativi presenti nel mondo della ricerca scientifica e filosofica.

IL METODO SCIENTIFICO

È a questo livello che si mostrano con estrema chiarezza i vantaggi di un’etica laica e di una fiducia nei metodi scientifici e/o razionali per pervenire alla conoscenza di se stessi, degli altri e del mondo che ci circonda. Le idee devono essere dimostrate. La dimostrazione sarà una forza selettiva in grado di far evolvere la nostra mente verso un modello della realtà sempre più complesso e bello. La dimostrazione opera uno sfoltimento fra tutte le costruzioni che la fantasia umana può proporre. I successi della medicina e della tecnologia sono sotto gli occhi di tutti. Tutti sanno che questi successi sono stati ottenuti col metodo scientifico sperimentale che consiste nel provare le idee e nel criticarle, fino all’ottenimento di una ragionevole evidenza. Anche la dimostrazione matematica di entità più o meno astratte rientra nell’ambito di un metodo razionale per pervenire alla conoscenza.

E’ sbagliato affermare che la fede religiosa è la stessa cosa della fede nel metodo scientifico, perché il metodo scientifico è basato sullo spirito critico.
Le analisi critiche e le opinioni contrarie sono considerate auspicabili.
Al contrario nelle religioni lo spirito critico viene sempre combattuto (spesso con la violenza) se non altro perché i dogmi non si conciliano con il dubbio e la verifica. In teoria la differenza fra Scienza e Religione sta nello spirito critico e nello spazio concesso a coloro che portano avanti la critica. Purtroppo spesso anche nella Scienza vi sono atteggiamenti dogmatici e possiamo trovare esempi di scelte dei ricercatori basate sull'appartenenza a gruppi autoreferenziali o su giochi di potere. Ma non possono esserci grossi progressi scientifici laddove “l’opinione che conta è quella della persona che conta” indipendentemente dalla verità dell’opinione. In questo caso il gruppo di persone di Scienza è perfettamente paragonabile ad altri gruppi di potere religioso.

Comunque oggi la psicologia sta diventando una disciplina scientifica che cerca di provare nei fatti i propri modelli (grazie all’aiuto della neurobiologia, della sociologia, della statistica)

Al di fuori delle scienze, ovvero nel settore letterario e artistico, troppo spesso “l’opinione che conta è quella della persona che conta”. Qui l’opinione degli esperti (critici letterari o critici d’arte) influisce sul consenso che gli editori danno all’artista concedendogli spazio per divulgare i propri prodotti letterari o artistici.

visioni diverse dello stesso fenomeno sono una ricchezza.

Quando i tecnici e i medici dell’antichità, per motivi puramente pratici, hanno iniziato a dimostrare le idee coi fatti è nato il metodo sperimentale. Il cardine di questo metodo è lo spirito critico e soprattutto è accettare lo spirito critico altrui senza combatterlo con la violenza. Quando questo metodo ha iniziato ad avere consenso perlomeno in una piccola proporzione della popolazione è iniziato un cambiamento sociale epocale. Sono nati i rudimenti della democrazia. Le l’organizzazione di schiavi e tiranni delle società di massa subiscono un primo scossone. Infatti perché non applicare il metodo sperimentale e lo spirito critico anche alla propria esistenza? Nascono così organizzazioni di individui assertivi (l’assertività è la libertà individuale di autorealizzazione senza ledere i diritti degli altri) che non vogliono essere schiavi di nessuno e che non ambiscono a diventare tiranni. Libero dalle costrizioni di ruolo l’individuo sviluppa una fantasia creatrice di nuove idee e di nuovi scenari sociali (i nomi come Rinascimento e Illuminismo rendono conto di questa creatività liberata). La vita diventa un fenomeno meraviglioso di cui godere in tutte le sue manifestazioni.

gnuno persegue un fine creativo e viene spontaneo delineare dei confini per capire fin dove le aspirazioni dell’uno possono spingersi senza ledere alle aspirazioni dell’altro. Chiaramente questi confini sono dinamici, non statici, non sono fissi e immutabili, come l’organizzazione di schiavi e di tiranni prevede. La regola principale dello spirito assertivo è favorire il fluire della vita in tutte le sue manifestazioni, umane e non-umane, organiche e mentali.

Una società di individui assertivi è possibile intravederla nella società occidentale, ma ancora non esiste. I colloqui autentici e profondi per conoscere se stessi e gli altri sono rari o assenti.

Quando il bambino (o l'adepto) è curioso e fa troppe domande viene conformato con frasi del tipo: "quando sarai grande capirai", "non fare troppe domande", "esegui senza discutere" , etc ... . La mancanza di un modello interpretativo della realtà potrebbe non essere colmata mai. Di conseguenza quest’unica esperienza meravigliosa (la vita) passerà in un soffio senza mai essere nati veramente, mentre si è presi in un turbine di cose da fare e da dire, immaginando e pianificando azioni con i relativi racconti. Incapaci di vivere il presente. Immersi e identificati nel ruolo dell’organizzazione sociale (con tutti i drammi che questo comporta). Inglobati nell’artificiale e nell’artefatto inglobante: casa, auto, treno, metropolitana, ufficio, scuola, fabbrica, poi di nuovo casa e il ciclo ricomincia senza mettere piede in un ambiente naturale per mesi o anni.

In questo modo l’ambiente umano può richiedere prestazioni fisiche e/o intellettuali straordinarie, ma non richiede consapevolezza. Quando il singolo è entrato nei suoi ruoli si può abbandonare al ‘felice focolare domestico’, al caldo tepore dell’amore e dell’amicizia.

Metodo sperimentale significa che si può anche credere a modelli della realtà non dimostrati (ovvero in attesa di dimostrazione ma logicamente plausibili sulla base di dati concreti), ma non si può credere a modelli non dimostrabili perché sono infalsificabili (di cui cioè non si può dimostrare né l’esistenza né la non esistenza) come i miti religiosi e in generale i racconti fantastici di tipo magico. Si aprono in questo modo scenari mentali di estrema bellezza e più che altro si rompono le catene che spersonalizzano l’uomo chiuso dentro un’organizzazione fatta di schiavi e di tiranni.

Una visione razionale della realtà non implica freddezza nelle interazioni sociali perché sono due aspetti relativamente indipendenti. Se non altro un modello della realtà attinente ai fatti non è pericoloso. Infatti credere in cose non dimostrate dall’evidenza dei fatti può condurre verso paure ingiustificate o comportamenti controproducenti. Oppure la credulità può facilitare il plagio fino all’estremo sacrificio, solo perché il persuasore di turno lo ha chiesto. Credere l’incredibile è un primo passo verso l’uomo-burattino, una forma estrema di schiavismo, un’arma potente in mano ai tiranni.

Autore: Diana Montagliani
Fonte: libro di psicologia dinamica
Adattamento: Daniele Battisti

lunedì 1 marzo 2010

[SAGGEZZA] La generosità

Sai pensare a dei semplici gesti di generosità quotidiani? Cosa ne pensi?



IL BAMBINO CON IL GELATO

Qualche tempo fa, quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d’acqua.
“Quanto costa un sundae (gelato con pezzi di frutta e panna montata)?”, chiese il bambino. “Cinquanta centesimi”, rispose la cameriera.
Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle. “E quanto costa un gelato semplice?”. In quel momento c’erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po’ a perdere la pazienza. “35 centesimi!”, gli rispose la ragazza in maniera brusca.
Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: “Allora mi porti un gelato semplice!”. La cameriera gli portò il gelato e il conto.
Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì.

Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo, si commosse perché lì, a un angolo del piatto, c’erano 15 centesimi di mancia per lei. Il bambino non chiese il sundae per riservare la mancia alla cameriera.

Autore: Daniele Battisti
Fonte: http://www.facebook.com/group.php?gid=280511611969

giovedì 25 febbraio 2010

[SAGGEZZA] Cartesio: il pensiero ci rende vivi

Sai che cosa ha detto di importante Cartesio?



Ecco alcune sue citazioni:

PSICOLOGIA

Conquista te stesso, non il mondo.

Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza particolare, infatti esse sono tutte connesse tra loro e dipendenti l'una dall'altra. Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della ragione, non per risolvere questa o quella difficoltà di scuola, ma perché in ogni circostanza della vita l'intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere; e ben presto ci si meraviglierà di aver fatto progressi di gran lunga maggiori di coloro che si interessano alle cose particolari e di aver ottenuto non soltanto le stesse cose da altri desiderate, ma anche più profonde di quanto essi stessi possano attendersi.

Cogito, ergo sum. (dal Principia philosophiae)
Penso, dunque sono.
Penso quindi esisto.

La mia terza massima fu di vincere sempre piuttosto me stesso che la fortuna, e di voler modificare piuttosto i miei desideri che l'ordine delle cose nel mondo.

Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.

Non è sufficiente possedere una buona mente. L'importante è saperla usare nel modo giusto.

Non c'è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri.

La prima regola è stata di non accettare una cosa per vera finché non la riconoscessi per tale senza neppure un dubbio.

I quattro precetti (Discorso sul metodo scientifico)

Il primo era di non prendere mai niente per vero, se non ciò che io avessi chiaramente riconosciuto come tale; ovvero, evitare accuratamente la fretta e il pregiudizio, e di non comprendere nel mio giudizio niente di più di quello che fosse presentato alla mia mente così chiaramente e distintamente da escludere ogni possibilità di dubbio.

Il secondo, di dividere ognuna delle difficoltà sotto esame nel maggior numero di parti possibile, e per quanto fosse necessario per un'adeguata soluzione.

Il terzo, di condurre i miei pensieri in un ordine tale che, cominciando con oggetti semplici e facili da conoscere, potessi salire poco alla volta, e come per gradini, alla conoscenza di oggetti più complessi; assegnando nel pensiero un certo ordine anche a quegli oggetti che nella loro natura non stanno in una relazione di antecedenza e conseguenza.

E per ultimo, di fare in ogni caso delle enumerazioni così complete, e delle sintesi così generali, da poter essere sicuro di non aver tralasciato nulla.


POLITICA

Chi vede come noi uomini siamo fatti e pensa che la guerra è bella o che valga più della pace è storpio di mente


SOCIOLOGIA

La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati.

L'uomo è una cosa imperfetta che tende incessantemente a qualcosa di migliore e più grande.

Sono persuaso che essa [la matematica] sia il più importante strumento di conoscenza fra quelli lasciatici in eredità dall'agire umano, essendo la fonte di tutte le cose.

Autore: Daniele Battisti
Fonte: http://it.wikiquote.org/wiki/Cartesio
Approfondimenti: Altre informazioni su Cartesio

[SAGGEZZA] I sogni si possono avverare (se ci si crede)

Quali esempi di successo ritenuto piu' o meno improbabile ti vengono in mente?

SUSAN BOYLE - 11 APRILE 2009



Quando i sogni diventano realta'...... credere, lottare, osare.... la fortuna bacia gli audaci dice un vecchio proverbio, ma noi sappiamo che la fortuna non e' il giusto termine, ma la volonta', la determinazione....

Forse dovremmo chiederci chi era Susan Boyle, tanto per fare chiarezza.
Ecco la vicenda che precede il suo straordinario successo...Susan Boyle è nata il primo aprile 1961 a Blackburn, un paesino scozzese di appena cinquemila persone, a circa venti miglia da Edinburgo. I suoi genitori, entrambi di origini umili, diedero alla luce ben nove figli, quattro fratelli e sei sorelle, di cui ella è la più giovane. La sua carriera scolastica non fu delle più brillanti, e, probabilmente a causa di complicanze al momento del parto che le causarono alcune difficoltà nell'apprendimento, venne soprannominata da alcuni suoi compagni "Susie Simple" (Susie la sempliciotta).
Il suo unico impiego lavorativo è stato quello di aiuto cuoca nel West Lothian College. Vi lavorò per sei mesi. Coltivava già l'amore per la musica ed il canto. Si recava di tanto in tanto in teatri locali, per assistere a piccoli spettacoli musicali e canori. Susan Boyle, ci dice i quotidiano inglese Sunday Times, prese qualche lezione privata di canto da un voice coach, Fred O'Niel. Si esibì qualche volta, ma nulla in quei modesti spettacoli sembrò anticipare l'insapettato successo futuro.
Per il resto Susan si dedicava alle normali attività delle piccole comunità anglosassoni, svolgendo servizi di volontariato presso la Our Lady of Lourdes, una chiesa di rito cattolico a Blackburn. La sua vita familiare era semplice e modesta. I suoi fratelli e sorelle si spostarono altrove e, quando suo padre, il sig. Patrick Boyle, morì nel 1990, Susan, essendo priva di marito, rimase al fianco della madre, prendendosene cura da sola. Fu proprio sua madre, la signora Bridget Boyle, ad incoraggiarla e spingerla a coltivare il suo talento.
Gli anni passarono, con Susan ad accudire alla madre, e l'occasionale preformance davanti a ristretti pubblici di provincia. Ma Bridget non cessò di incitare Susan verso quello che sarebbe divenuto il suo destino. Fu lei a convincerla a partecipare alle selezioni di due programmi televisivi inglesi, The X Factor, celebre format replicato in diversi paesi, inclusa l'Italia, e Britain's Got Talent. Ma, durante le audizioni a The X Factor, Susan decise di ritirarsi, nonostante i consigli di sua madre e dell'ex vocal coach O'Neil, ritenendo che i cantanti venissero selezionati in base al loro aspetto fisico, piuttosto che per le loro abilità canore.

Nel 2007, dopo innumerevoli piccole esibizioni, che non lasciarono altro strascico se non quello della meraviglia di quei modesti pubblici paesani, che rimanevano a bocca aperta davanti a quella voce così pulita, cristallina, che sgorgava inaspettata dalla sconosciuta Susan Boyle, sua madre, a novantun'anni, morì. I suoi compaesani dissero, più tardi, che Susan si rifiutò di uscir di casa, o di rispondere alla porta per diversi giorni, afflitta dal dolore della perdita. Ma fu proprio in nome di sua madre che Susan decise di affrontare i suoi timori, e sottomettersi alle selezioni di Britain's Got Talent.
Così, l'undici aprile del 2009, Susan si presenta alle selezioni. Nei filmati del backstage la vediamo seduta in disparte, circondata da persone con la metà dei suoi anni, a mangiare un panino in silenzio. Un preludio che non si addice a quanto seguirà. Eppure, poco dopo, la vediamo avanzare sul palco, tra gli sgignazzi del pubblico. Gli stessi giudici del programma, Simon Cowell, Amanda Holden e Piers Morgan, mostrano chiaramente di non aspettarsi nulla di particolare. Le parole pronunciate da Susan, sembrano uscire dalle labbra della Susan Simple che era stata ai tempi della scuola, confondendosi, balbettando un poco, ma riuscendo nondimeno a fare qualche battuta. Risulta essere un semplice fenomeno, uno di quei "riempitivi" che talora vengono mostrati in questo genere di programmi, per far fare due risate al pubblico. Ed il pubblico stesso, quello presente in sala (oltre probabilmente agli undici milioni di telespettatori a casa), reagisce con risatine ironiche, e volti perplessi. Susan afferma che il suo modello è Elaine Paige, di voler aspirare ad avere il suo successo. Di nuovo, volti ed espressioni ironiche. Poi, Susan annuncia il brano musicale che ha scelto di eseguire: I dreamed a Dream da Les Miserables. E, appena attacca a cantare, vediamo (e proviamo anche noi) il più inaspettato dei mutamenti. I visi del pubblico, le espresisoni dei giudici, tutti sono senza parole. Alcuni sorridono, sorpresi ed imbarazzati, forse, dai loro (i nostri) giudizi sbrigativi.

Susan canta, e canta meravigliosamente. Dopo i pochi istanti necessari a capire cosa sta succedendo, ad adeguarsi a quel mutamento repentino che separa la prima impressione dalla verità, ecco scrosciare gli applausi. Ed ecco, pochi minuti dopo quella rappresentazione, che Susan diviene una star. Su internet il suo video viaggia nelle email, nelle chat. Viene consigliato ad amici al telefono. Compare sui blog, su riviste importanti, in tutto i mondo. Gli spettatori, quel vasto pubblico dal quale Susan era così intimorita, la cerca, la osserva, ride di e con lei, la ammira.
Questo è l'inizio di una vicenda toccante, che ha sciolto i cuori di milioni di persone, ovunque. Seguono le interviste sui talk show americani, i servizi giornalistici, gli articoli. Si parla di contratti milionari, di film ispirati alla sua vita. Susan Boyle, nel frattempo, continua a vivere nella sua casetta in compagnia di Pebbles, il suo amato gatto.

Autore: Perrotta Di Lorenza
Approfondimenti:
VIDEO SUSAN BOYLE
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[AUTOCONTROLLO] Henry Ford: la forza creatrice del pensiero

Sai cosa ha detto di importante Henry Ford?



PSICOLOGIA

Che tu creda di potere o di non potere... hai ragione.

Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.

Non trovare il difetto. Trova il rimedio.

Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane.



ECONOMIA

Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione. (sistema di indebitamento progressivo, vedi ZeitGeist e soprattutto ZeitGeist Addendum)

C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti



SOCIOLOGIA

Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.

Il mio miglior amico è colui che sa tirare fuori il meglio di me.

Un idealista è una persona che aiuta gli altri a prosperare.

Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano.

Autore: Daniele Battisti
Fonte: http://it.wikiquote.org/wiki/Henry_Ford
Approfondimenti: Altre informazioni su Henry Ford

[SOCIETA] Riflessione sul dopo 11 SETTEMBRE 2001

Sei informato bene su quello che è accaduto nello storico giorno 11 settembre 2001? Qual'è la tua posizione di pensiero riguardo alla dinamica dell'attacco del World Trade Center?



Quella data rimarrà nella storia come una data che ha cambiato molte cose a livello geopolitico (guerra all'afghanistan e guerra all'Iraq), ha peggiorato i rapporti interreligiosi (tra cristiani, mussulmani ed ebrei), ha portato a nuove leggi americane che garantiscono maggiori sicurezze ai cittadini, ma che comportano minori garanzie di libertà e privacy (patriot act, rafforzamento poteri CIA e FBI...) e infine ha dato anche un duro colpo all'economia americana (molti morti anche di persone in carriera, crollo del World Trade Center con tutti gli uffici e anche l'impatto psicologico sull'intera città e nazione).

Già dopo 1 anno iniziarono a circolare teorie complottiste (video, documentari, siti) che hanno avuto una grossa diffusione dal 2004 anno dell'attacco all'Iraq.
Per molti anni alcune delle questioni poste in evidenza dai complottisti mi hanno fatto sorgere molti dubbi ed ero arrivato a credere almeno che il governo USA avesse lasciato permettere un attacco terroristico simile per avere la giustificazione mediatica e "democratica" di attaccare 2 paesi medio orientali (per rafforzare la loro presenza militare in quella regione ricca di petrolio e importante a livello strategico) e per avanzare una serie di leggi che permettessero un maggiore rafforzamento dei poteri governativi e federali in senso autoritario.

Ora dopo anni di dubbi e pensieri maliziosi sull'eventuale parziale coinvolgimento di parte del governo e delle forze segrete americane (o israeliane... visto che nonostante tutto potrebbero avere avuto dei vantaggi, come un maggiore coinvolgimento americano a fianco di Israele contro l'Islam),
ho avuto il piacere di documentarmi sul blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e "cacciatore di bufale" (si dice debunker in inglese americano) che ha creato una sezione apposta riguardante l'11 settembre 2001.
Molti dei dubbi che non avevano risposta hanno ottenuto una sostanziale spiegazione che mi permette di tranquillizzarmi e di allontanare di molto tali dubbi.

Concludo che rimangono comunque forti sospetti che tale attacco (a prescindere se sia vero o falso) sia stato almeno utilizzato dal governo americano per portare avanti una guerra all'Iraq e un rafforzamento esagerato dei poteri centrali degli USA ai danni delle libertà civili e della democrazia a favore di pochi e questo giustamente sta innervosendo una parte dell'opinione pubblica americana che spera da anni in un ritiro delle truppe dal medio oriente e in una riduzione dei poteri governativi accentuati delle leggi speciali fatte subito dopo quel triste giorno.
E questo è un dato di fatto.

Per ultimo voglio dire che, in generale, è sempre bene informarsi bene su tutte le "campane" (i vari assertori di idee contrapposte, tesi-antitesi) e mai concentrarsi troppo su una linea di pensiero senza aver sentinto (e controllato) prima anche pensieri radicalmente differenti.
Inoltre si dovrebbe sempre indagare sulle fonti e sulla veridicità delle notizie ricevute altrimenti si rischia di cadere nelle famose "leggende metropolitane" e di essere manipolati facilmente.

Sarà sempre difficile per una persona "comune" riuscire a capire con esattezza come stanno le cose, ma per lo meno si ha una visione piu' generale, piu' completa, piu' equilibrata e piu' probabilmente corretta.

GLI ATTENTATI IN GENERALE
L'ATTACCO AL PENTAGONO
LE TORRI GEMELLE DEL WORLD TRADE CENTER
L'EDIFICIO 7
IL VOLO 93
LE OBIEZIONI
DODICI DOMANDE

Autore: Daniele Battisti
Approfondimenti:undicisettembre.blogspot.com
attivissimo.blogspot.com

martedì 23 febbraio 2010

[EFFICIENZA] Prevenire è meglio che curare

Sai quali sono dei buoni consigli sul vivere quotidiano per diminuire le probabilità che insorga un tumore?



David Servan-Schreiber (Neuilly-sur-Seine, 21 aprile 1961) è uno psichiatra e ricercatore scientifico francese, che ha lavorato a lungo negli Stati Uniti. È condirettore del laboratorio clinico di Neuroscienze Cognitive presso l'Università di Pittsburgh, dove esercita anche come psichiatra.
Dunque un medico con una solida formazione tradizionale, che un giorno ha scoperto di avere un tumore.

“Tutti abbiamo un cancro che dorme nascosto dentro di noi. Come ogni organismo vivente, infatti, il corpo umano fabbrica in continuazione cellule difettose, ed è così che nascono le neoplasie. Il nostro organismo è però dotato di vari sistemi che gli permettono di individuarle e contenerle”, scrive. Sono questi i meccanismi che bisogna potenziare… Ed è possibile farlo, agendo sullo stile di vita.
Per esempio, sapevi che i tumori più diffusi da noi, quelli al seno, al colon o alla prostata, in Asia sono da sette a sessanta volta meno frequenti? Però se si fa l’autopsia degli asiatici morti per cause diverse dal cancro si riscontrano altrettante microlesioni alla prostata che negli occidentali: nello stile di vita degli asiatici c’è dunque qualcosa che impedisce al tumore di svilupparsi.
Per contro, fra i giapponesi residenti in Occidente l’incidenza delle neoplasie raggiunge livelli pari ai nostri nel giro di una o due generazioni: nel nostro modo di vivere c’è qualcosa che non aiuta l’organismo a difendersi…

In effetti, spiega Servan Schreiber, spesso accettiamo passivamente delle false certezze scientifiche che ci tolgono la capacità di disinnescare lo sviluppo dei tumori.
Tutte le ricerche concordano: la genetica contribuisce alla mortalità per cancro in ragione del 15% al massimo.

1) Combattere gli stati infiammatori.
Un cancro su sei è legato a uno stato infiammatorio cronico. Semplificando molto, possiamo dire che la risposta infiammatoria, che di per sé è una delle naturali forze di auto-guarigione dell’organismo, quando si cronicizza viene in qualche modo “usata” dal cancro a suo favore.
Ne consegue che combattere gli stati infiammatori (non trascurando le piccole patologie, usando le medicine dolci, praticando l’esercizio fisico, e prendendosi cura delle emozioni, perché anche lo stress e la collera sono dei potenti concimi per l’infiammazione) fa parte dei comportamenti preventivi.

2) Fare attenzione all’alimentazione
Tutti ne parlano, ma perché è così importante? Semplice: i nostri cromosomi si sono formati centinaia e centinaia di migliaia di anni fa, quando i nostri antenati erano cacciatori e raccoglitori.
Nonostante sia passato tanto tempo, i geni si sono evoluti pochissimo. La nostra fisiologia si attende una alimentazione simile a quella dell’era in cui vivevamo di caccia e raccolta: frutta e verdura in abbondanza, ogni tanto uova o carne di animali cresciuti liberamente, un perfetto equilibrio tra acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, pochissimo zucchero (il solo dolcificante era il miele) e poca farina… La nostra alimentazione occidentale, ben diversa, crea invece un terreno favorevole agli squilibri e al tumore.
Prendiamo per esempio il nostro consumo abnorme di zucchero. Questo alimento, dice Servan-Schreiber, è letteralmente cibo per il cancro: il premio Nobel per la medicina Otto Heinrich Warburg ha scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio, la forma che assume lo zucchero nel nostro organismo una volta digerito.
Inoltre, zucchero e farine bianche stimolano il rilascio di insulina e di un’altra molecola, detta IGF (Insulin-like Growth Factor-I) che ha la proprietà di stimolare la crescita cellulare (anche quella dei tumori) e aumenta la capacità delle cellule tumorali di invadere i tessuti vicini, e dà una sferzata ai fattori di infiammazione.
Innumerevoli studi puntano l’indice nella stessa direzione: chi vuole fare prevenzione deve limitare drasticamente il consumo di zucchero raffinato e di farine bianche.
In pratica: imparare a bere il caffé senza zucchero, consumare il dolce non più di due o tre volte alla settimana (e non da solo, perché la presenza di altri alimenti ritarda l’assimilazione dello zucchero), sostituire il riso bianco con quello integrale, basmati o thailandese, (che hanno indici glicemici meno elevati), e buttarsi su pasta e cereali integrali, frutta (non c’è limite al consumo, purché non sia spolverizzata di zucchero) e verdura (ricca di composti fitochimici in grado di contrastare la progressione del cancro). No a margarine e grassi idrogenati, sì all’olio di oliva.
Per quanto riguarda carne e latte, c’è da dire che questi alimenti sono diventati pericolosi soprattutto grazie al tipo di alimentazione e di stimolazione ormonale cui sono sottoposti gli animali: carne e latte provenienti da allevamenti biologici presentano rischi molto minori.
In ogni caso, chi non vuole diventare vegetariano (un’ottima idea, secondo Umberto Veronesi) dovrebbe almeno imparare a invertire le proporzioni degli alimenti: non più una bistecca con qualche foglia di insalata, tanta verdura con qualche strisciolina di carne, possibilmente non tutti i giorni (come fanno gli orientali).
Via libera a frutta e verdura: se sono biologiche è meglio, ma comunque molti studi hanno dimostrato che i vegetali trasmettono meno inquinanti degli animali (che accumulano nella massa grassa i pesticidi dell’erba che brucano).
Inoltre, sottolinea Servan-Schreiber, i benefici dei composti fitochimici anticancro dei vegetali controbilanciano il rischio rappresentato dai pesticidi (in ogni caso, lava bene la verdura e sbuccia la frutta).
Potenti alleati anticancro? Cipolla, aglio, crocifere (ovvero cavoli, cavolini, broccoli, verze…), pomodori, the verde, curcuma, frutti di bosco, spezie ed erbe come timo, maggiorana basilico e rosmarino…

3) Comprendere e superare le ferite della psiche
Nel mondo scientifico non ci sono certezze definitive, ma ormai sono molti i medici che si interessano a come la condizione psicologica influisca sui meccanismi che alimentano questa malattia.
Molti psicoterapeuti che hanno lavorato con i malati di cancro hanno coniato per loro la definizione di “personalità di tipo C” (in contrapposizione alla personalità di tipo A, aggressiva e impaziente, spesso riscontrabile nei cardiopatici).
Sembrano più esposte le persone che, a torto o a ragione, non si sono sentite pienamente accettate nell’infanzia, si sono sentite fragili e vulnerabili, hanno ricevuto pochi incoraggiamenti e, per farsi amare, hanno deciso di adeguarsi il più possibile alle aspettative altrui, anziché seguire le proprie inclinazioni. (DEPRESSIONE, FRUSTRAZIONE, ANSIA, INFELICI, APATICI, PIGRI)
Sono individui che si lasciano andare raramente alla collera, diventano adulti “tanto gentili”, “sempre pronti ad aiutare gli altri, “dei santi”.
Per tutelare quella sicurezza emotiva che loro sfugge, si gettano a capofitto in un solo aspetto della vita – il lavoro, il matrimonio o i figli. Quando poi questo investimento totale entra in crisi, magari per un licenziamento, un divorzio, il pensionamento, ecc., ecco che il dolore vissuto nell’infanzia rialza la testa.
Ti sei riconosciuto in questo ritratto? Niente panico: questo deve solo motivarti a fare qualcosa in più per te stesso. La via è semplice: cerca di ritrovare il contatto con le tue emozioni, impara a sentirle e a esprimerle.
Se hai subito un trauma o un grosso dispiacere cerca di rielaborarlo con l’aiuto di qualcuno, non tenerti tutto dentro.
Provi un sentimento di impotenza? Probabilmente è una falsa percezione: da bambino sì che non potevi far nulla per difenderti, ora che sei adulto ci sono mille modi per reagire alle avversità.
Anche se non hai soldi per una psicoterapia, fai qualche seduta di counseling (anche nel servizio pubblico) o unisciti a un gruppo gratuito di auto-aiuto per elaborare i tuoi traumi e riprendere una vita più felice, oltre che più sana.
E in ogni caso (il consiglio è valido per tutti, che abbiano una personalità C o no) cerca il contatto con te stesso, impara a conoscere le tue emozioni: basta scrivere un diario, o fare pochi minuti di meditazione (o preghiera) al giorno (che riducono anche un altro fattore di rischio, ovvero lo stress). E’ una semplice pratica di vita, che però può fare tantissimo per la tua salute.
Infine, non farti sopraffare dal senso del dovere: inserisci nella tua giornata, il più possibile, attività e rapporti che ti diano gioia: è la migliore prevenzione.

4) Fare attività fisica
Infine il movimento. Non è necessario praticare uno sport estremo, bastano semplici passeggiate. I numeri parlano chiaro: le donne che camminano cinquanta minuti al giorno, cinque volte alla settimana, hanno due volte in meno il rischio di ricaduta dopo un cancro al seno. Non si tratta di andare in palestra tre ore al giorno, ma di fare in modo che l’attività fisica entri a far parte integrante della tua vita.

5) Evitare naturalmente ogni sostanza che chimicamente o fisicamente danneggi il proprio corpo (fumo, droga, alcool eccessivo, superalcolici, stile di vita disordinato, stress, nervosismo, uso intensivo del cellulare senza cuffie, ambiente casalingo o di lavoro pericoloso...)

Autore: Lorenza Perrotta
Fonte: http://www.vitafelice.it/anti-cancro-4-mosse-vincenti.html
Approfondimenti: Maggiori info su David Servan Schreiber

domenica 21 febbraio 2010

[SAGGEZZA] Rudyard Kipling: essere Uomo

Sai cosa ha detto di importante Rudyard Kipling?



Rudyard era uno scrittore e poeta britannico vissuto tra il 1865 e il 1936. Ha scritto "Il libro della Giungla" e ha ricevuto il nobel in considerazione del potere dell'osservazione, dell'originalità dell'immaginazione, la forza delle idee ed il notevole talento per la narrazione.

SE (versione estesa)

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!

Rudyard Kipling (scritto dopo che il figlio maggiore morì in una battaglia nella prima guerra mondiale)



PSICOLOGIA

SE (versione compatta)
impara a non sbagliare con l’esperienza
che in genere si fa attraverso gli sbagli.
Se riesci a non perdere la testa quando tutti
attorno a te la stanno perdendo o ti accusano,
se riesci ad avere fiducia in te stesso
quando tutti dubitano di te,
se riesci ad affrontare il trionfo e il disastro,
e trattare questi due impostori allo stesso modo,
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
e assaporare ogni secondo che passa,
tu hai la terra e tutto ciò che è in essa,
e quel che più conta,
tu sarai un uomo, figlio mio.

Abbiamo quaranta milioni di ragioni per fallire, ma non una sola scusa.

Io preferisco pensare bene della gente, perché così mi risparmio un sacco di preoccupazioni.



POLITICA

Le parole sono, naturalmente, la più potente droga usata dall'uomo.

I politici non mi riguardano... mi ha colpito il fatto che essi facciano una vita da cani senza le buone maniere di un cane.

Le corone sono pei valorosi – gli scettri per gli audaci!
Troni e governi per gli uomini potenti che osano prenderli e tenerli!


SOCIOLOGIA

L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo

Autore: Lorenza Perrotta
Approfondimenti:
Maggiori info su Rudyard Kipling
Altre citazioni di Rudyard Kipling

[SAGGEZZA] Tiziano Terzani: riflessioni controcorrente

Che cosa ha detto di interessante Tiziano Terzani?




Tiziano Terzani nacque da una famiglia molto povera e riuscì a laurearsi brillantemente in Giurisprudenza e a diventare dirigente della Olivetti, ma lasciò ogni sicurezza e certezza per dedicarsi alla sua passione: girare il mondo come giornalista.
E' morto di tumore all'intestino a 66 anni.

Avendo il padre comunista e la madre cattolica imparò ad apprezzare ogni tipo di idea, anche di vedere del buono e del giusto in idee contrapposte.



Ecco alcune sue riflessioni:

PSICOLOGIA

L'unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell'Himalaya… È dentro di noi! (citato in Dentro di noi. Parlano i lettori di Tiziano Terzani, TEA, a cura di A. Bortolotti e M. De Martino)

A volte bisogna rischiar, fare altre cose. Occorre rinunziare ad alcune garanzie perché sono anche delle condizioni.

Il coraggio è il superamento della paura.

La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta.

La vera comprensione è quella che va al di là della ragione e che si fonda sull'istinto, sul cuore.

se Tu, questa essenza di te, sente d'essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più

Una strada c'è nella vita. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici "oh, guarda, c'è un filo". Quando vivi non lo vedi il filo, eppure c'è. Perché tutte le decisioni che prendi, tutte le scelte che fai sono determinate, si crede, dal libero arbitrio, ma anche questa è una balla. Sono determinate da qualcosa dentro di te che è innanzitutto il tuo istinto

Finirai per trovarla la Via... se prima hai il coraggio di perderti.

La vera conoscenza non viene dai libri, neppure da quelli sacri, ma dall'esperienza. Il miglior modo per capire la realtà è attraverso i sentimenti, l'intuizione, non attraverso l'intelletto. L'intelletto è limitato.

Vivo ora, qui, con la sensazione che l'universo è straordinario, che niente ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E io sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra.


ECONOMIA

Oggi l'economia è fatta, per costringere tanta gente, a lavorare a ritmi spaventosi per produrre delle cose per lo più inutili, che altri lavorano a ritmi spaventosi, per poter comprare, perché questo è ciò che da soldi alle società multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente. Io trovo che c'è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola felice, ed è contento, accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice. (da Anam, il senzanome, Longanesi, 2004)


POLITICA

La Storia non esiste. Il passato è solo uno strumento del presente e come tale è raccontato e semplificato per servire gli interessi di oggi.

Perché il potere corrompe, il potere ti fagocita, il potere ti tira dentro di sé! Capisci? Se ti metti accanto a un candidato alla presidenza in una campagna elettorale, se vai a cena con lui e parli con lui diventi un suo scagnozzo, no? Un suo operatore. Non mi è mai piaciuto. Il mio istinto è sempre stato di starne lontano. Proprio starne lontano, mentre oggi vedo tanti giovani che godono, che fioriscono all'idea di essere vicini al Potere, di dare del "tu" al Potere, di andarci a letto col Potere, di andarci a cena col Potere, per trarne lustro, gloria, informazioni magari. Io questo non lo ho mai fatto. Lo puoi chiamare anche una forma di moralità. Ho sempre avuto questo senso di orgoglio che io al potere gli stavo di faccia, lo guardavo, e lo mandavo a fanculo. Aprivo la porta, ci mettevo il piede, entravo dentro, ma quando ero nella sua stanza, invece di compiacerlo controllavo che cosa non andava, facevo le domande. Questo è il giornalismo.


SOCIOLOGIA

Che cos'è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l'idea che scomparirà in quell'attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un'ossessione.

No, non c'è futuro. Il futuro è una scatola vuota in cui metti tutte le tue illusioni.

Facciamo più quello che è giusto, invece di quello che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi.

"Io chi sono?". La risposta sta nel porsi la domanda, nel rendersi conto che io non sono il mio corpo, non sono quello che faccio, non sono quello che posseggo, non sono i rapporti che ho, non sono neppure i miei pensieri, non le mie esperienze, non quell'Io a cui teniamo così tanto. La risposta è senza parole.

Viaggiare era sempre stato per me un modo di vivere e ora avevo preso la malattia come un altro viaggio: un viaggio involontario, non previsto, per il quale non avevo carte geografiche, per il quale non mi ero in alcun modo preparato, ma che di tutti i viaggi fatti fino ad allora era il più impegnativo, il più intenso.

Autore: Lorenza Perrotta
Fonte: http://it.wikiquote.org/wiki/Tiziano_Terzani
Approfondimenti:
VIDEO IN ONORE DI TIZIANO TERZANI - MUSICA DI POVIA
Maggiori informazioni su Tiziano Terzani

[SAGGEZZA] Prima le priorità

Hai deciso quali sono le tue priorità nella vita? Le tue priorità ti danno veramente felicità? Sei sicuro di dedicare il giusto tempo per realizzarle?



"La Teoria del barattolo di maionese e dei due bicchieri di vino"

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.
Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e cose che preferite cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.;
“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”
“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita.
Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.
“ Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio.

Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrae piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.

Autore: Daniele Battisti
Fonte: http://www.facebok.com/topic.php?uid=46044560145&topic=9842